Focolaio tra Milano e Lodi
I casi sono in aumento anche a causa della scarsa manutenzione di impianti come condizionatori, docce e reti idriche, soprattutto d’estate. Recentemente, a Milano, in un condominio di via Rizzoli, sono stati segnalati sospetti casi, facendo scattare subito i protocolli di sicurezza.
Nel 2024, nelle province di Milano e Lodi si sono registrati 486 casi di legionella. Tra Corsico e Buccinasco, dal 25 aprile l’allerta è rimasta alta per due mesi, con 28 contagiati e una donna di 71 anni deceduta. Tracce del batterio sono state rinvenute in torri di raffreddamento. Già nel 2018, a Bresso, un cluster coinvolse 52 persone, causando 5 morti.
Sintomi e pericoli per la salute
La legionella si diffonde per via aerea tramite microgocce d’acqua contaminata e può provocare febbre, tosse, dolori muscolari, difficoltà respiratorie e polmoniti gravi, specie in anziani o immunodepressi.
Un trend in crescita anche in Europa
Anche fuori dall’Italia i numeri crescono. Secondo un rapporto del Ministero della Salute svizzero pubblicato il 10 giugno, negli ultimi dieci anni la Svizzera ha registrato un incremento costante dei casi, in linea con il trend europeo e italiano. Nel nostro Paese, l’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato 3.111 casi nel 2022, il 14% in più rispetto al 2021, con il 77% concentrato in sei regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lazio e Piemonte). L’incidenza è di 51,9 casi per milione di abitanti. Non è altissima, ma preoccupante per il trend in crescita. Le cause? Diagnosi più precise, ondate di caldo più frequenti, uso intensivo di climatizzatori e aumento della popolazione anziana e fragile.
Prevenzione: serve continuità, non interventi spot
Per prevenire i rischi non bastano interventi spot: è cruciale redigere un Piano di Autocontrollo Legionella, programmare campionamenti costanti e adottare misure strutturali. Tra queste, l’installazione di sistemi di produzione e dosaggio di biossido di cloro è una delle soluzioni più efficaci per la disinfezione continua degli impianti idrici, limitando la formazione del biofilm dove il batterio prolifera. Solo la prevenzione costante può evitare nuovi focolai in zone ad alta densità abitativa come il milanese.

