Il Radon è un gas radioattivo naturale che si origina dal decadimento dell’uranio presente nel terreno e nelle rocce. Inodore, incolore e impossibile da percepire senza strumenti specifici, può infiltrarsi negli edifici e accumularsi negli ambienti chiusi, raggiungendo concentrazioni variabili in funzione delle caratteristiche del sottosuolo, della struttura dell’immobile e delle condizioni di ventilazione.
La sua presenza negli ambienti indoor è oggetto di crescente attenzione da parte delle autorità sanitarie e degli operatori del settore, poiché l’esposizione prolungata a concentrazioni elevate rappresenta un fattore di rischio elevato per la salute umana.
Dove si trova il Radon
Il Radon proviene principalmente dal sottosuolo e può entrare negli edifici attraverso crepe nelle fondazioni, giunti strutturali, attraversamenti impiantistici, pozzetti e altri punti di contatto con il terreno.
Le concentrazioni più elevate si riscontrano generalmente nei locali interrati e seminterrati, dove il contatto con il terreno è più diretto. Tuttavia, la presenza del Radon può interessare qualsiasi tipologia di edificio e variare significativamente anche tra immobili situati nella stessa area geografica.
Quali sono i rischi per la salute
L’interesse verso il Radon è legato agli effetti derivanti dall’esposizione prolungata nel tempo. Una volta inalati, i prodotti del decadimento radioattivo possono depositarsi nelle vie respiratorie ed esporre i tessuti polmonari a radiazioni ionizzanti.
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato una correlazione tra l’esposizione a elevate concentrazioni di Radon e l’aumento del rischio di sviluppare tumori polmonari. Per questo motivo il Radon è considerato uno dei principali fattori di rischio ambientale negli ambienti confinati ed è oggetto di specifica regolamentazione a livello nazionale ed europeo.
Il monitoraggio come strumento di prevenzione
Poiché il Radon non è rilevabile attraverso controlli visivi o sensoriali, l’unico modo per determinarne la presenza consiste nell’effettuare misurazioni specifiche mediante dispositivi certificati.
Le campagne di monitoraggio consentono di valutare la concentrazione media del gas, espressa in Becquerel per metro cubo (Bq/m³), e di verificare il rispetto dei livelli di riferimento previsti dalla normativa vigente. I risultati ottenuti forniscono informazioni fondamentali per la valutazione del rischio e per l’eventuale pianificazione di interventi correttivi.
Dalla misurazione alla gestione del rischio
Qualora vengano rilevate concentrazioni elevate, è possibile adottare diverse misure di mitigazione, tra cui il miglioramento della ventilazione degli ambienti, la sigillatura delle vie di ingresso del gas e l’installazione di sistemi specifici per la riduzione delle concentrazioni indoor.
La conoscenza del livello di esposizione rappresenta il primo passo per una corretta gestione del rischio Radon. Integrare il monitoraggio all’interno delle attività di controllo della qualità dell’aria indoor consente infatti di individuare eventuali criticità e di adottare soluzioni efficaci per la tutela della salute degli occupanti e la sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro.

