La sostituzione periodica dei filtri è una delle operazioni più comuni nella manutenzione igienica degli impianti di climatizzazione e ventilazione.
Ma cambiare regolarmente i filtri significa automaticamente avere un impianto aeraulico pulito?
Non necessariamente.
Un impianto può essere perfettamente funzionante dal punto di vista meccanico e, allo stesso tempo, presentare accumuli di polvere, particolato e contaminanti nelle sue componenti interne. È quindi importante distinguere tra manutenzione meccanica dell’impianto e controllo delle sue condizioni igieniche.
Un nuovo approccio basato sul rischio
Dopo la filtrazione, l’aria può attraversare numerosi componenti:
- batterie di scambio termico
- ventilatori
- vasche di raccolta della condensa
- silenziatori
- serrande
- diffusori e terminali
Parliamo quindi di superfici che, negli impianti più complessi, possono estendersi per centinaia o addirittura migliaia di metri lineari.
Con il passare degli anni polvere e particolato possono depositarsi progressivamente sulle superfici interne dell’impianto.
La presenza di umidità o condensa in alcuni punti può inoltre creare condizioni favorevoli alla proliferazione microbiologica.
Per questo motivo lo stato dei filtri, da solo, non permette di conoscere lo stato igienico dell’intero sistema aeraulico.
Un impianto efficiente non è necessariamente un impianto igienicamente pulito
È uno degli aspetti più importanti da comprendere.
Durante la manutenzione ordinaria vengono generalmente controllati gli elementi necessari al corretto funzionamento dell’impianto.
Tuttavia, il corretto funzionamento dell’impianto non è correlato alle condizioni igieniche interne.
Una canalizzazione può continuare a distribuire correttamente l’aria anche in presenza di depositi accumulati nel corso degli anni. Allo stesso modo, una UTA può funzionare regolarmente pur presentando contaminazione o depositi in alcune delle sue sezioni. Per conoscere realmente le condizioni igieniche dell’impianto occorre quindi guardare dentro l’impianto con una ispezione tecnica mirata.
Dove si accumula lo sporco?
Esistono alcuni punti particolarmente sensibili:
Canalizzazioni
Polvere e particolato possono depositarsi progressivamente sul fondo e sulle pareti delle condotte. La quantità e la tipologia dei depositi dipendono da numerosi fattori: caratteristiche dell’impianto, efficienza della filtrazione, condizioni ambientali, attività svolta nell’edificio, manutenzione e anni di esercizio.
Unità di trattamento aria
Filtri, batterie, ventilatori e superfici interne possono presentare condizioni molto differenti tra loro e richiedono quindi un’ispezione specifica.
Batterie di scambio termico
La particolare geometria delle batterie favorisce l’accumulo di particolato. Un’eccessiva presenza di depositi può inoltre ostacolare il passaggio dell’aria e compromettere progressivamente le prestazioni dello scambio termico.
Vasche di raccolta condensa
La presenza contemporanea di acqua, temperatura favorevole e materiale organico rende le sezioni soggette a condensa particolarmente importanti dal punto di vista igienico.
Silenziatori e materiali fonoassorbenti
Alcuni componenti possono avere superfici porose sulle quali il particolato tende ad accumularsi più facilmente.
Come sapere se le condotte sono realmente pulite?
Prima di stabilire se sia necessario un intervento di bonifica occorre infatti conoscere le reali condizioni dell’impianto.
Ed è qui che entra in gioco l’ispezione tecnica.
L’ispezione tecnica può prevedere, a seconda delle caratteristiche dell’impianto e della valutazione del tecnico:
- controllo delle Unità di Trattamento Aria;
- accesso alle canalizzazioni;
- videoispezioni delle superfici interne;
- valutazione della quantità e della tipologia dei depositi;
- verifica dello stato delle batterie e delle vasche di condensa;
- controllo delle componenti interne;
- campionamenti e analisi microbiologiche.
L’obiettivo è ottenere una fotografia reale dello stato igienico dell’impianto e solo successivamente è possibile stabilire se sia necessario intervenire e quale sia l’attività più appropriata.
L’ispezione non è necessariamente propedeutica alla bonifica, ma serve a valutare le reali condizioni dell’impianto. Se lo stato igienico risulta adeguato, non è necessario intervenire. La gestione e gli eventuali interventi vengono così definiti sulla base delle condizioni effettive dell’impianto e della valutazione del rischio.
Cosa prevede la normativa?
La gestione igienica degli impianti aeraulici non rappresenta solamente una buona pratica.
Il D.Lgs. 81/2008, art.64 richiamo ed integrato nell’Accordo stato regioni del 7 Febbraio 2013, prevede che gli impianti aeraulici siano periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.
La normativa stabilisce inoltre che sedimenti o sporcizia che possano comportare un pericolo per la salute attraverso l’inquinamento dell’aria respirata debbano essere eliminati rapidamente indicando valori di riferimento entro i quali un impianto aeraulico deve operare.
A questi obblighi si affiancano procedure e standard tecnici di riferimento per la valutazione delle condizioni igieniche degli impianti.
non è possibile gestire correttamente il rischio igienico di un impianto senza conoscerne le condizioni interne.
Un impianto pulito parte dalla conoscenza del suo stato
La gestione degli impianti aeraulici sta evolvendo verso un approccio che non considera solo la manutenzione e il corretto funzionamento. È fondamentale conoscere le reali condizioni interne dell’impianto, valutandone anche il possibile impatto sulla qualità dell’aria e sulla salute degli occupanti.
Uffici, strutture sanitarie, scuole, alberghi, centri commerciali e stabilimenti industriali possono avere impianti molto differenti tra loro.
Non esiste quindi una soluzione identica per tutti.
Destinazione d’uso dell’edificio, caratteristiche dell’impianto, numero di occupanti, condizioni operative e storico manutentivo sono solo alcuni degli elementi da considerare.
Per questo motivo il primo passo dovrebbe essere sempre quello di conoscere lo stato dell’impianto.
La sostituzione dei filtri rimane un’attività indispensabile. Ma rappresenta soltanto una parte della corretta gestione di un sistema aeraulico.
Perché l’aria che respiriamo non attraversa solamente un filtro.
Attraversa l’intero impianto.
Valuta il rischio del tuo impianto aeraulico
Il questionario Air Risk ti aiuta a conoscere lo stato igienico del tuo impianto.
Un primo passo per garantire un’aria più salubre, tutelare la salute degli occupanti e gestire l’edificio in conformità alle normative vigenti.

